Di Maio cerca il colpevole.

Dopo nuova sconfitta elettorale subita dai 5 Stelle in Umbria, Di Maio sta affannosamente cercando il responsabile della disfatta.

Come sempre pronuncia un diluvio di parole per non dire nulla.

Poco ci manca che indichi come responsabile la negativa congiunzione astrale.

E’ mai possibile che questo illustre deficiente non riesca a capire che il maggiore responsabile è proprio lui?

Mi ricorda una vecchia canzone del 1939, che sembra sia stata composta pensando al nostro grande statista.

“Ma Gigino, Gigino non lo sa che quando passa ride tutta la città e le sartine, dalle vetrine, gli fan mille mossettine.
Ma lui, con grande serietà, saluta tutti, fa un inchino e se ne va.
Si crede bello come un apollo e saltella come un pollo. “

Accecato dalla boria e dal narcisismo continua a cercare titoli di cui fregiarsi e poltrone da occupare.

Si definisce capo politico, convinto che la politica sia composta di un insieme di slogan da tirare fuori quando non si sa cosa dire.

Se Grillo, quando ha partorito Di Maio, avesse abortito avrebbe fatto un gran regalo all’Italia.

Purtroppo bisogna riconoscere che Di Maio non è l’unico acchiappa poltrone stipendiato in parlamento.

Quello che si salva e Zingaretti, perché in parlamento ancora non c’è, se un giorno gli venisse un’idea per dire almeno una cosa non ovvia, potrebbe diventare meglio di Winston Churchill.

Gli unici due capaci di portare avanti progetti politici sono Salvini e Renzi, peccato che i soli beneficiari dei loro progetti siano essi stessi.

E gli italiani? Gli italiani continuano a votare chi promette di più, a rubare ciò che possono e a piagnucolare sulle loro sventure.

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