La chiesa si ribella

Da mesi i cittadini sono reclusi in casa, le persone muoiono, le aziende tracollano, la disoccupazione e la fame incombono, però, il vero disastro è che i preti non possono officiare le funzioni religiose.

Dio, nella sua immensa benevolenza, ha inviato all’umanità tutte queste disgrazie per mettere alla prova la fede dei fedeli ed aiutare a rinforzarla, mentre il governo, irriconoscente, gli ha chiuso tutte le case terrene.

Come si può immaginare di sopportare tutte queste sventure senza il conforto dell’Onnipotente e dei suoi ministri? Peraltro tutti con portafoglio.

Come si può immaginare altre domeniche senza messa, senza confessioni, senza assoluzioni (anche se, a dire il vero, le occasioni per peccare sono un po’ diminuite per cause di forza maggiore).

Fortunatamente, è immediatamente intervenuta la congrega dei vescovi italiani, essi infatti, hanno ammonito severamente il presidente del consiglio Conte informandolo che, in mancanza dei dovuti ringraziamenti, Dio si potrebbe incazzare e far cessare immediatamente l’epidemia.

Conte, resosi conto dell’errore commesso, ha immediatamente convocato una commissione per studiare come riaprire le chiese ai fedeli. Tuttavia,considerata l’efficienza delle commissioni nostrane, si può stare certi che i risultati saranno postumi alla fine dell’epidemia stessa.

L’ideale sarebbe organizzare delle belle processioni, molto affollate, in ogni città e paese, forse non si eliminerà il virus, ma sicuramente, sarà provvidenziale per i molti imbecilli che vi parteciperanno.

In questa amara circostanza i più sfortunati di tutti rimango gli infedeli che si beccano tutti i malanni senza neanche beneficiare del Paradiso. Ma, così è la vita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *